Luigi Loup
LO SVIZZERO DI SCANELLO
Luigi Loup nasce nel 1811 ad Yverdon, nel cantone di Vaud, una ridente cittadina termale sulla riva occidentale del lago di Neuchatel.
Terminati gli studi si trasferisce a Bologna dove già vive lo zio Emilio, uomo dai vasti interessi: commerciante dedicatosi all’agricoltura con larghezza di mezzi e modernità di vedute, si occupa dello sfruttamento delle miniere della valle dell’Idice e presiede dal 1847 la Società Mineraria Bolognese.
Luigi, che vive con lui nel palazzo Loup di Piazza Calderini, inizia presto a frequentare gli ambienti imprenditoriali da cui provengono i protagonisti delle vicende risorgimentali bolognesi. Sposa la figlia del nobile bolognese Pio Ghisilieri e la giovane porta in dote la tenuta di Scanello.
Nel 1848 è membro del Comitato di salute pubblica costituitosi alla vigilia dell’insurrezione dell’otto agosto.
Amico di Marco Minghetti si candida alle elezioni municipali che succedono la caduta del governo pontificio e viene eletto assieme al loianese Dall’Olio.
Diviene poi consigliere provinciale prevalendo nel suo collegio sul candidato repubblicano che, per ostacolarne l’ascesa, diffonde la voce falsa della sua ineleggibilità in quanto cittadino svizzero.
L’impegno politico tocca il vertice nell‘autunno 1859: è di quei giorni la nomina a capitano della Guardia Nazionale e l’incarico di membro della Commissione per la revisione dei titoli del debito pubblico guidata da Gioachino Napoleone Pepoli.
Ma le benemerenze non si esauriscono nell’ambito della vita politica.
L’attenzione per la qualità degli immobili della sua tenuta, che li rende i più salubri tra quelli abitati dai contadini dell’epoca, e l’acquisto dei primi mezzi agricoli meccanici contribuiscono a migliorare le condizioni di vita dei coloni.
Tenta anche la via del miglioramento delle colture e del bestiame: utilizza nuovi tipi di semente e fa venire dalla Svizzera mucche di razza pregiata per incrociarla con quella locale ed aumentare così la produzione di latte.
Come amministratore dell’ospedale Simiani di Loiano si impegna per risolverne il problema della sede, dimostrando il suo attaccamento al paese.
Nonostante l’appartenenza alla chiesa evangelica i rapporti col clero locale sono, a quanto se ne sa, improntati al rispetto ed alla collaborazione.
Alla sua morte, avvenuta a Bologna nel 1892, gli abitanti di Scanello e di Loiano, che non si sono dimenticati di lui, si recano in massa in città per partecipare alle esequie con i gonfaloni del municipio, della Società del tiro a segno e della Società Operaia.
Grazie allo Svizzero di Scanello, il Palazzo diviene, per la piccola comunità che gli sta attorno, una struttura importante, punto di riferimento per la popolazione locale.
All’inizio dell’ottocento la struttura era già quella attuale, in grado di accogliere degnamente un personaggio di alto rango con un seguito numeroso ed esigente, sorto non come semplice dimora di campagna ma come centro nevralgico di una vasta tenuta agricola che, per la fertilità e per l’esposizione dei terreni, ha avuto nella zona pochi termini di paragone.
Luigi Loup nasce nel 1811 ad Yverdon, nel cantone di Vaud, una ridente cittadina termale sulla riva occidentale del lago di Neuchatel.
Terminati gli studi si trasferisce a Bologna dove già vive lo zio Emilio, uomo dai vasti interessi: commerciante dedicatosi all’agricoltura con larghezza di mezzi e modernità di vedute, si occupa dello sfruttamento delle miniere della valle dell’Idice e presiede dal 1847 la Società Mineraria Bolognese.
Luigi, che vive con lui nel palazzo Loup di Piazza Calderini, inizia presto a frequentare gli ambienti imprenditoriali da cui provengono i protagonisti delle vicende risorgimentali bolognesi. Sposa la figlia del nobile bolognese Pio Ghisilieri e la giovane porta in dote la tenuta di Scanello.
Nel 1848 è membro del Comitato di salute pubblica costituitosi alla vigilia dell’insurrezione dell’otto agosto.
Amico di Marco Minghetti si candida alle elezioni municipali che succedono la caduta del governo pontificio e viene eletto assieme al loianese Dall’Olio.
Diviene poi consigliere provinciale prevalendo nel suo collegio sul candidato repubblicano che, per ostacolarne l’ascesa, diffonde la voce falsa della sua ineleggibilità in quanto cittadino svizzero.
L’impegno politico tocca il vertice nell‘autunno 1859: è di quei giorni la nomina a capitano della Guardia Nazionale e l’incarico di membro della Commissione per la revisione dei titoli del debito pubblico guidata da Gioachino Napoleone Pepoli.
Ma le benemerenze non si esauriscono nell’ambito della vita politica.
L’attenzione per la qualità degli immobili della sua tenuta, che li rende i più salubri tra quelli abitati dai contadini dell’epoca, e l’acquisto dei primi mezzi agricoli meccanici contribuiscono a migliorare le condizioni di vita dei coloni.
Tenta anche la via del miglioramento delle colture e del bestiame: utilizza nuovi tipi di semente e fa venire dalla Svizzera mucche di razza pregiata per incrociarla con quella locale ed aumentare così la produzione di latte.
Come amministratore dell’ospedale Simiani di Loiano si impegna per risolverne il problema della sede, dimostrando il suo attaccamento al paese.
Nonostante l’appartenenza alla chiesa evangelica i rapporti col clero locale sono, a quanto se ne sa, improntati al rispetto ed alla collaborazione.
Alla sua morte, avvenuta a Bologna nel 1892, gli abitanti di Scanello e di Loiano, che non si sono dimenticati di lui, si recano in massa in città per partecipare alle esequie con i gonfaloni del municipio, della Società del tiro a segno e della Società Operaia.
Grazie allo Svizzero di Scanello, il Palazzo diviene, per la piccola comunità che gli sta attorno, una struttura importante, punto di riferimento per la popolazione locale.
All’inizio dell’ottocento la struttura era già quella attuale, in grado di accogliere degnamente un personaggio di alto rango con un seguito numeroso ed esigente, sorto non come semplice dimora di campagna ma come centro nevralgico di una vasta tenuta agricola che, per la fertilità e per l’esposizione dei terreni, ha avuto nella zona pochi termini di paragone.



